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Serigrafia o stampa serigrafica: la storia e come funziona

La serigrafia, chiamata anche stampa serigrafica, è una tecnica di stampa di tipo permeografico molto famosa quanto particolare. Questa tipologia prevede infatti la creazione di una matrice in tessuto posta in cosiddetto telaio serigrafico che funge da maschera per il colore. Scopriamo tutto sulla serigrafia!

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La storia della serigrafia

Il suo nome deriva dalla composizione delle parole greche serikòs (di seta) e grafo (incido, disegno). Il primo brevetto per una matrice ricavata fotograficamente risale al 1907 ed è americano. Tuttavia le origini sono dell’estremo oriente (probabilmente furono i Fenici gli inventori). Successivamente furono i Giapponesi a sviluppare questa tecnica, utilizzando telai in seta. La serigrafia fu poi esportata in Francia e Inghilterra dove, proprio in quest’ultima, nacque il processo serigrafico moderno ereditato poi da John Pilsworth a San Francisco, California, per comporre stampe multicolore.

Durante la Prima guerra mondiale la tecnica divenne molto popolare tanto che divenne parte del processo industriale per stampare bandiere e stemmi.

Chiunque conosce la famosa immagine del volto di Marilyn Monroe, realizzata da Andy Warhol. Ebbene si tratta proprio di una installazione formata da 9 serigrafie a colori.

marilyn monroe di andy warhol

Come funziona la serigrafia: il procedimento

La stampa serigrafica è un’arte che spesso trova riscontro anche in soluzioni artigianali casalinghe. Questo ne dimostra il fatto che non si tratta di una tecnica trascendentale e che chiunque può approcciarvi amatorialmente. Tuttavia quello che spiegheremo ora è il procedimento industriale per aiutarti a capire cosa succede quando decidi di ordinare dei prodotti che si avvalgono di questa tecnica di stampa.

Prendiamo come esempio la stampa serigrafica su una t-shirt. Come ogni tecnica di stampa, il processo comprende vari passaggi che potremmo dividere in prestampa e stampa. La prestampa comprende tutto il processo dalla richiesta del cliente fino alla realizzazione dei file grafici per la produzione delle pellicole (o lucidi) per serigrafia, la preparazione dei telai, la prova colore, fino alla messa in macchina da stampa.

  1. MONTAGGIO DEL TESSUTTO NELLA CORNICE — In primis si crea una cornice in legno o metallo nella quale verrà steso un tessuto permeabile di seta o nylon, ben tirato e lavato (se già usato e non usurato). Il tessuto è pretrattato affinché la sua trama sia più chiusa o più aperta a seconda delle parti dove far passare l’inchiostro. La trama chiusa impedisce all’inchiostro di passare; la trama aperta fa passare l’inchiostro per raggiungere la t-shirt.
  2. GELATINA FOTOSENSIBILE — Si prepara successivamente una gelatina fotosensibile, realizzata in parte con un catalizzatore. Dopo averla miscelata viene fatta risposare per 30 minuti. Si stende la miscela sul tessuto del telaio attraverso una spatola chiamata “racla”, su entrambe le parti. Si fissa successivamente la pellicola fotografica che riproduce la grafica in positivo. Il quadro viene dunque inserito nel telaio che, una volta chiuso, stende bene il tessuto. Il telaio viene fatto essiccare in posizione orizzontale e al buio. Per poter incidere una grafica sulla tela, si dovrà stampare in primis la grafica in nero su di un foglio trasparente, in modo che la luce non passi nelle zone relative al soggetto da stampare, ma solo all’esterno di esso.
  3. INCISIONE DELLA GELATINA — Quando il telaio sensibilizzato è asciutto si fa aderire al tessuto la diapositiva del soggetto da riprodurre, in posizione rovesciata. Una fonte di luce (tipo UV) viene proiettata sulla pellicola fotosensibile. Questa indurisce solo alcune parti della gelatina. Quelle rimaste morbide vengono eliminate con un getto d’acqua per lasciare scoperte solo quelle dove l’inchiostro deve agire.
  4. STAMPA — Il telaio viene quindi inserito nella macchina da stampa che, tramite la Racla inclinata a 45°, preme l’inchiostro attraverso le maglie libere della matrice. Prima di procedere alla stampa va diluito l’inchiostro. Successivamente si versa una certa quantità d’inchiostro nel cliché. Si posiziona il telaio sopra il materiale che si vuole stampare. La racla  raccoglie l’inchiostro e, esercitando una pressione costante e uniforme, effettua la passata di stampa con un movimento regolare. La quantità d’inchiostro che filtra dà vita alla grafica ed è proporzionale alla trama e alla qualità del tessuto (o del materiale di supporto).

Se la stampa prevede più colori è necessario creare un numero di telai con relativa tela pari al numero delle tonalità da stampare.

Abbastanza facile no? Come anticipavamo la stampa in serigrafia può essere effettuata anche come hobby. A livello industriale invece sono utilizzate macchine semi-automatiche (per tirature limitate) o macchine interamente automatiche (per tirature elevate. con velocità fino a 5000 copie ora).

Come funziona la serigrafia

Utilizzi della stampa serigrafica

La stampa serigrafica è una tecnica molto versatile che consente di stampare su quasi tutti i materiali: carta, tessuto, legno, vetro, plastica, metallo… Una delle caratteristiche principali è il basso costo e la velocità di stampa grazie al telaio che, una volta creato, può essere riutilizzato per quantità molto elevate di copie. Questo si traduce in un grosso potenziale di tiratura grazie al deterioramento ridotto del telaio dato dalla robustezza del tessuto. Il vantaggio economico è eloquente in quanto, l’unico costo aggiuntivo sarà l’inchiostro.
Come per tutte le tecniche di stampa però ci sono dei punti deboli da considerare. Per effetto del suo procedimento di realizzazione infatti, i caratteri molto piccoli non vengono sempre riprodotti nitidamente.

Ma quali sono gli utilizzi più comuni della serigrafia? In realtà tutto può essere serigrafato, ma l’utilizzo più comune che tutti noi conosciamo è quello delle t-shirt. Magliette, vestiti, abbigliamento sportivo, calzature e cravatte sono solo alcuni esempi. Oggi la stampa serigrafica viene utilizzata molto anche per l’advertising, in particolare affissioni, 6×3, disegni, riproduzione d’opere d’arte in generale.
La serigrafia tessile è il campo più utilizzato in quanto i pigmenti selezionati e gli inchiostri a base acquosa assicurano stampe estremamente brillanti e resistenti ai lavaggi.

Anche la plastica si presta molto bene per la serigrafia: pannelli per segnaletica stradale, sughero, gadget, etichette, decalcomanie, PVC, vetro (e vetrine), mattonelle, ceramiche, bottiglie, vasi, fialette… Insomma chi più ne ha, più ne metta!